Architettura e governo dell’organizzazione

ORGANIZZARE

Far funzionare un’organizzazione significa tradurre obiettivi e strategie in responsabilità chiare, decisioni efficaci, criteri di gestione coerenti e possibilità concrete di sviluppo.

In quest’area sono inclusi i servizi di ágele dedicati alla progettazione e alla costruzione delle strutture organizzative, alla definizione di ruoli, responsabilità e processi decisionali e all’implementazione di sistemi coerenti per la gestione delle prestazioni, delle competenze e dello sviluppo professionale.

Progettiamo assetti organizzativi, ruoli, responsabilità, deleghe e processi decisionali. Costruiamo e avviamo sistemi di performance management che integrano obiettivi, feedback e valutazione. Definiamo modelli di competenze e percorsi professionali collegati ai ruoli e alle scelte di sviluppo.

Quando un’organizzazione cresce o cambia, aumentano le interdipendenze e ciò che prima funzionava in modo informale può non essere più sufficiente. Le responsabilità possono sovrapporsi, le decisioni rallentare, le deleghe diventare incerte. Gli obiettivi rischiano di perdere connessione con le priorità reali e i percorsi professionali di dipendere più dalle circostanze che da criteri riconoscibili.

Organizzare significa intervenire su questa architettura: strutture, ruoli, responsabilità, prestazioni, competenze e sviluppo, mantenendoli coerenti tra loro e con la realtà dell’organizzazione.

Non per aumentare procedure e formalizzazione, ma per rendere il lavoro più chiaro, governabile e capace di evolvere.

Organizzazione, ruoli e responsabilità

Un organigramma descrive una struttura. Il funzionamento reale dipende da ciò che accade tra i ruoli.

Chi decide? Chi risponde del risultato? Quali responsabilità possono essere delegate? Dove è necessario coordinarsi? Che cosa appartiene a una funzione e che cosa deve essere costruito insieme ad altre?

Sono questioni particolarmente rilevanti durante una crescita, una riorganizzazione, l’introduzione di nuovi livelli manageriali, un passaggio generazionale o quando il sistema esistente comincia semplicemente a mostrare i propri limiti.

Interveniamo su strutture organizzative, ruoli, responsabilità, deleghe, interdipendenze, meccanismi di coordinamento e processi decisionali.

Una Direzione che continua ad assorbire decisioni operative può aver bisogno di ridisegnare deleghe e responsabilità. Due funzioni che entrano frequentemente in conflitto possono avere, prima ancora di un problema relazionale, obiettivi o confini poco definiti. Un responsabile chiamato a rispondere di un risultato deve poter disporre di uno spazio decisionale coerente con quella responsabilità.

La ricerca sull’ambiguità e sul conflitto di ruolo mostra da tempo quanto la qualità della definizione delle responsabilità incida sul coordinamento e sull’esperienza professionale.

Chiarezza, tuttavia, non significa rigidità.

Significa sapere dove assumere responsabilità e dove costruire collaborazione.

Prestazioni, obiettivi e sistemi di valutazione

Un sistema di performance management dovrebbe aiutare l’organizzazione a orientare il lavoro, non semplicemente a valutarlo a posteriori.

Per questo partiamo dalle responsabilità dei diversi ruoli e dalle priorità dell’organizzazione, traducendole in obiettivi, risultati attesi, comportamenti osservabili e criteri di valutazione coerenti.

Progettiamo sistemi di definizione e valutazione degli obiettivi, autovalutazione, strumenti di valutazione, feedback e colloqui per dirigenti, manager, responsabili, professional e figure operative.

La stessa logica non può essere applicata indistintamente a tutti.

Per un dirigente può essere centrale tradurre la strategia in risultati e guidare l’organizzazione. Per un responsabile possono assumere particolare rilievo la gestione della funzione, il coordinamento e lo sviluppo delle persone. Nei ruoli operativi possono essere più pertinenti qualità, affidabilità, autonomia, collaborazione e risultati concretamente osservabili.

La ricerca sul goal setting di Edwin Locke e Gary Latham ha mostrato il valore di obiettivi chiari e significativi; gli sviluppi successivi del performance management hanno progressivamente spostato l’attenzione anche sulla continuità del confronto, sulla qualità del feedback e sulla percezione di equità.

Per questo non consideriamo la valutazione un episodio annuale, ma un processo.

Responsabilità, obiettivi, feedback e valutazione devono parlare la stessa lingua.

Competenze, sviluppo e percorsi professionali

Ogni organizzazione deve poter affrontare anche una seconda domanda: quali competenze e responsabilità serviranno in futuro e come possiamo costruirle?

Lavoriamo su modelli di competenze, politiche di sviluppo e percorsi professionali e di carriera, collegandoli ai ruoli e alle esigenze evolutive dell’organizzazione.

Può significare preparare un professionista ad assumere responsabilità manageriali, costruire un percorso specialistico alternativo alla carriera gerarchica, preparare un passaggio di responsabilità, sviluppare competenze oggi poco diffuse oppure favorire il trasferimento di conoscenze tra persone con esperienze differenti.

Il competency modeling consente di rendere esplicite le capacità necessarie per operare efficacemente in ruoli e livelli differenti. Ma lo sviluppo non coincide con la costruzione di un modello.

Le persone crescono attraverso formazione, esperienza, nuove responsabilità, progetti, affiancamento, mentoring e confronto con altri professionisti. Per questo cerchiamo di costruire percorsi nei quali lo sviluppo possa avvenire anche dentro il lavoro quotidiano.

Un percorso professionale è credibile quando rende chiaro non soltanto dove si può crescere, ma che cosa occorre imparare, consolidare o assumere per poterlo fare.

Un disegno coerente

Ruoli, performance e sviluppo vengono spesso affrontati come sistemi separati. Nella realtà sono strettamente interdipendenti.

Se un ruolo non è sufficientemente chiaro, sarà difficile attribuirgli obiettivi significativi. Se la valutazione non produce un confronto utile, difficilmente sosterrà lo sviluppo. Se un modello di competenze non entra nelle decisioni relative a persone, ruoli e percorsi professionali, rimarrà un documento.

Per questo cerchiamo coerenza tra ciò che l’organizzazione chiede alle persone, la responsabilità che attribuisce loro, il modo in cui ne osserva il contributo e le possibilità che offre per crescere.

È qui che strumenti differenti diventano un vero sistema di gestione.

Come lavoriamo

Partiamo dal funzionamento reale.

Analizziamo struttura, responsabilità, processi e strumenti esistenti, confrontandoci con le persone che li utilizzano e con gli obiettivi che devono sostenere.

Da questa lettura possono nascere interventi differenti: ridefinire alcuni ruoli, redistribuire deleghe, costruire o semplificare un sistema di performance management, definire un modello di competenze, progettare percorsi professionali o integrare strumenti che oggi funzionano separatamente.

Le soluzioni vengono confrontate con chi dovrà utilizzarle e, quando possibile, sperimentate prima di essere consolidate.

Accompagniamo quindi l’implementazione e l’avvio: definiamo passaggi, responsabilità e strumenti, prepariamo chi dovrà utilizzarli e verifichiamo il funzionamento nel lavoro quotidiano. Un sistema è realmente introdotto quando entra nelle decisioni e nelle pratiche dell’organizzazione.

Perché una struttura può essere impeccabile sulla carta e non reggere nel lavoro quotidiano. Un sistema di valutazione può essere metodologicamente corretto ma troppo complesso per essere utilizzato. Un modello di competenze può essere accurato e non produrre alcuna decisione migliore.

La qualità di un sistema organizzativo si misura anche nella sua capacità di essere compreso, utilizzato e mantenuto nel tempo.

Dare forma senza irrigidire

Organizzare non significa aumentare il controllo né moltiplicare procedure.

Significa costruire condizioni nelle quali le persone possano sapere che cosa è atteso da loro, esercitare responsabilità, prendere decisioni al livello appropriato, confrontarsi sui risultati e vedere possibilità realistiche di crescita.

Significa cercare un equilibrio tra chiarezza e autonomia, responsabilità e collaborazione, criteri comuni e specificità dei ruoli, stabilità e capacità di evolvere.

Organizzare non significa mettere ordine sulla carta. Significa trasformare strategia, responsabilità e sviluppo in un modo di lavorare che funzioni nella realtà.